è successo davvero?

The Food Traveler mi ha invitata a partecipare ad una catena che si chiama “è successo davvero?”. È una bellissima idea e quello che bisogna fare è raccontare 3 storie di viaggio: 2 storie che sono successe veramente e una inventata. È poi compito dei lettori scoprire quando dico il vero e quando mento…aspetto numerosi commenti ;-). Inoltre bisogna rispettare i seguenti punti:
  • Usare nel post l’immagine del tag originale.
  • Nominare l’ideatore del tagA Tourist Abroad
  • Inserire tra i tag dell’articolo #èsuccessodavvero
  • Raccontare le 3 cose più strane che ti sono successe in viaggio: due vere, una inventata.
  • Inserire alla fine di ogni racconto la frase “è successo davvero?
  • Taggare almeno 5 blog.

Pronti, partenza, via!

a-tourist-abroad___challenge

(1) Come sono diventata una star della TV slovena

Due estati fa’ ho visitato la Slovenia. Per chiunque non ci sia stato, i paesaggi montani sono belli e ci sono parecchie cose da visitare come le grotte di Postumia, il lago di Bol, il castello di Predjama e tanto altro. Un must è sicuramente la capitale, Lubiana. Non vi aspettate ad una città enorme, è una capitale veramente piccina. Noi ci siamo fermati 5 giorni e l’abbiamo visitata veramente tutta.

L’ultimo giorno abbiamo deciso di passeggiare per la città e salutarla prima di ripartire in direzione Koper. Ma il centro città era stranamente silenzioso, soprattutto i portici lungo il fiume. Dopo qualche minuto abbiamo capito perché: qualcuno con un’enorme telecamera riprendeva dei tipi vestiti da boyscout che correvano. Sempre in occasione del film, c’era una bancarella dove una signora vendeva pannocchie. Ad un certo punto un ragazzo che, era evidentemente l’aiuto-regia, mi si è avvicinato e ha iniziato a parlarmi in sloveno. Dopo aver visto la mia espressione interrogativa, ha optato per l’inglese e mi ha chiesto se volevo apparire come figurante nel film. Domanda: perché una turista che non sa nemmeno lo sloveno dovrebbe partecipare? Mi sono guardata intorno e ho visto che altri colleghi stavano chiedendo ad altri passanti. Allora mi sono lanciata e mi sono offerta volontaria. Il mio ruolo era semplice, bastava avvicinarsi alla bancarella di pannocchie e rimanere lì fino all’arrivo dei corridori, poi ritirarsi con la faccia scocciata. La scena è stata girata 3 volte perché i corridori erano troppo scoordinati (uno in particolare arrivava sempre dopo gli altri che erano stufi di dover rigirare la scena) ma ce l’abbiamo fatta. Prima di andarmene ho chiesto al ragazzo di che film si trattasse, ho aggiunto che l’avrei visto volentieri (sottotitolato). Mi ha detto un titolo in sloveno dove l’unica parola che ho capito è stata “031-the-artist-theredlistcioccolato”, poi mi ha detto che si trattava di un episodio di una serie Tv, non di un film da grande schermo. Mi ha lasciato il nome del sito e l’ho salutato soddisfatta. Sono riuscita a ritrovare l’episodio ma non sono riuscita a trovare la scena della bancarella di pannocchie.

Domanda…è successo davvero?

 

(2) Come ho vissuto un pomeriggio da ricercata ad Oxford

Questa storia rimonta a tanti anni fa’. Ero ancora liceale e avevo fatto uno scambio culturale con una scuola a Culham (non molto lontano da Oxford). Non so se alcuni di voi hanno fatto degli scambi culturali con la scuola ma di solito tutto è pianificato in modo quasi maniacale: lezioni di qua, visita al museo x, giro del parco y…

Però c’è quel pomeriggio, quell’unico pomeriggio di tutta la settimana in cui i prof mancano di idee e ci concedono qualche ora di libertà. Momenti che un adolescente investe in shopping e abbuffate al KFC.

Ma per me non è andata proprio così. Infatti quel pomeriggio il mio corrispondente Y. (quello che mi ospitava per la settimana), aveva partecipato ad una partita di calcio e aveva avuto la brillante idea di calciare…non il pallone…ma il piede di un altro giocatore. Risultato: un ferito. Chi? Il mio corrispondente (quando si parla del karma…). Così da brava ragazza ho deciso di accompagnarlo all’ospedale. Tutto ciò è avvenuto all’improvviso e non è stato proprio registrato dai compagni di classe che avevano in testa solo KFC – HeM – souvenirs di Oxford e che non mi hanno vista scendere con Y.

Ho passato il pomeriggio con lui (in parte a casa e in parte all’ospedale), senza curarmi di dare un’occhiata al telefono. Intanto, nella mia temporanea cameretta dell’ultimo piano il mio telefono squillava sconsolato.

E poi sono tornata a casa e sono salita in camera: 1.000 chiamate perse o giù di lì. Anche il telefono fisso ha squillato ed è iniziato il dramma. Nelle ore seguenti ho ricevuto almeno una decina di chiamate dagli amici e dal tutto il personale delle due scuole gemellate. Ne ho sentito di tutti i colori, dagli “l’importante è che sei sana e salva” a “ma sei completamente fuori di testa?”.

Ci ho messo tanto a ricostruire il corso degli eventi e ho avuto bisogno di ascoltare molte versioni dei fatti per averne una visione più o meno corretta. Ma, a quanto pare, le cose stanno così:mp_policia_jones gli amici non mi vedono scendere dall’autobus, si accorgono della mia scomparsa abbastanza tardi per i miei gusti, panico, chiamate senza risposta…e allora? E allora si avverte la scuola e si inizia una procedura di ricerca presso la polizia inglese.

Risultato: per tre ore sono stata una ricercata in tutto il Regno Unito e sono finita anche in radio. Inoltre, mi sono vista arrivare un poliziotto vestito proprio come nei film e con un forte accento scozzese. Molto simpatico e molto felice di ritrovarmi viva.

Ma la domanda è…è successo davvero?

(3) Come sono quasi affogata nelle acque del Tago

Qualche tempo fa’, sono stata invitata da una cara amica portoghese M. nel suo paese d’origine. Alloggiavamo a casa sua, a Cascais: a due passi dal mare e non lontano dal centro di Lisbona. Sono state due settimane molto divertenti e piene di esplorazioni. C’è stato un giorno in particolare che non dimenticherò mai. Quel giorno avevamo deciso di vedere Lisbona dal mare quindi siamo partiti in motoscafo e abbiamo fatto un magnifico giro lungo la costa. Certo la capitale è lontanuccia e non si vede del tutto, ma quello che si vede benissimo è un grandissimo ponte rosso che ricorda il Golden Gate Bridge di San Francisco. C’era bel tempo quindi ero molto ispirata, mi sono andata a sedere sulla prua del motoscafo. Quello che non avevo calcolato è che stavamo per attraversare il punto in cui il fiume Tago sfocia nell’oceanovertigo7 creando vortici e onde belle alte. Pochi secondi dopo mi trovavo nella bizzarrissima situazione a metà tra il salto nel vuoto e l’attaccarsi con tutte le proprie forze alle sbarre della prua. Il guidatore, preoccupatissimo, ha iniziato il dietrofront ma la tensione è rimasta alta per qualche minuto. È lì che mi sono resa conto quanto le correnti possano essere pericolose (e quanto è instabile un piccolo motoscafo).

Ho preso molta paura e quando sono sbarcata sulla terra ferma (con la “ferma” intenzione di restarci) ero completamente fradicia.

Lo stesso pomeriggio la macchina ha smesso di funzionare e l’abbiamo dovuta spingere fino alla discesa più vicina. Non ne potevo più.

Per concludere: giornata piena di emozioni e molto stancante.

Però quello che mi chiedo è…è successo davvero?

Sicuramente sarete curiosi di sapere dove verità lascia posto a finzione…io lo sono altrettanto per le storie di:

Silvia Wanderlust

Alla fine di un viaggio

Trip&Dream2908

Under the sky of Sweden

Bhutadarma

Il gioco è aperto a chiunque voglia partecipare! :-)
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14 thoughts on “è successo davvero?

  1. Silvia - The Food Traveler says:

    Diventa davvero difficile trovare la storia falsa! Mentre leggevo pensavo: “Questo è vero, l’aneddoto inventato sarà il prossimo” ma invece mi sembrano tutti molto credibili e molto dettagliati. Non lo so, vado così a pelle e dico che la terza storia, quella del quasi annegamento, è inventata…
    Grazie per aver partecipato 🙂

    Liked by 2 people

  2. fromdreamtoplan says:

    Ciao ! Felice di aver trovato il tuo blog! Ho letto alcuni dei tuoi post e sono davvero interessanti! Amo viaggiare anche io ed è sempre bello incontrare altri bloggers con la stessa passione! Aspetto di leggere i prossimi post e seguirti nelle tue avventure 🙂

    Lisa | http://www.fromdreamtoplan.net/

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    • eleovunque says:

      Ciao Lisa! Grazie mille! Ho dato un’occhiata al tuo blog e vedo che anche tu hai tanta voglia di raccontare 😉 ovviamente ti seguirò anche io nel tuo vagare per l’Europa. Il tuo articolo “How to reveal you are a blogger” mi è stato di grande aiuto 😉

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  3. atouristabroad says:

    Sono felice che ti sia piaciuto! 🙂 Ho letto tutte le storie e… sembrano tutte vere! Sarà difficilissimo indovinare, ma ci provo… secondo me la seconda è falsa. Ho vissuto un’esperienza simile in motoscafo, per cui sono abbastanza convinta che la terza sia vera 😛 ho un dubbio tra la prima e la seconda, ma confermo per la seconda!

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    • eleovunque says:

      Intanto complimenti per aver inventato questa catena 😉 mi è piaciuto tantissimo partecipare. Mi dispiace che ti sia successa una cosa simile alla storia 3…è un episodio particolarmente spaventoso e verissimo! Anche la storia numero 2 mi è successa…mentre non sono mai stata una star della Tv slovena 😛 grazie per aver cercato di indovinare 😉

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