Tra pavoni dall’andatura bizzarra e caprette ingenue (castelli della Loira)

Durata viaggio: da Parigi 4 orette buone, da Göteborg…una quindicina contando aerei e attese
Temperatura: intorno ai -2°
Prezzo di un caffè: ancora niente caffè, attendo di tornare in Italia
Libri Letti: ancora le Rouge et le Noir, con la ferma intenzione (e, a questo punto, il proposito per l’anno nuovo) di cambiare libro nel prossimo articolo.

Cari lettori, scusate il lungo silenzio radio ma sono rimasta tramortita da viaggi e pranzi di Natale.
Sono appena tornata da un simpatico week end di famiglia passato sulla Loira ammirando castelli, tramonti e campi gelati. Sono partita per questa fantastica destinazione due giorni fa’, giusto il tempo di digerire i vari pranzi/cene di Natale.

In tre giorni, ho visitato tre castelli e dato un’occhiata furtiva alla città di Tours: 134.000 abitanti all’incirca, fu capitale di Francia a varie riprese e inoltre gemellata con Parma!

IMG_2242.JPGtours.jpg

I tre castelli che ho visto sono 1) Valençay 2) Clos Lucé 3) Chenonceau (il più carino, il più conosciuto e quello che proprio non poteva mancare).

Valençay è veramente carino, nei giardini potete incontrare pavoni dall’andatura alquanto bizzarra e caprette talmente ingenue che invece di mangiare le foglie secche che si ritrovano nel recinto, mangiano le foglie (identiche) che gli dai tu, dandoti una genuina soddisfazione e amore per la natura. Ah, si a quanto pare c’è anche un labirinto con porte che si potevano aprire solo con un codice, ma questo ve lo dico solo per sentito dire perché con la mia sista’ mi sono andata a prendere un tè caldo (c’è realmente freddo, sopra i livelli della Svezia). Quindi, 4 stelle al giardino e 2 stelle al castello perché a) non era riscaldato e b) le audio-guide erano imbarazzanti. Ogni volta che entravi in una stanza potevi digitare il codice che ti permetteva di sentire le spiegazioni stile: chi mai ha dormito qui? Ma quello che ti ritrovi ad ascoltare sono suoni di passi (il proprietario era zoppo) e dialoghi simulati tra nobili del XIX secolo.

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Clos Lucé: estremamente carino e piccolino. Ma: tantissima gente e il piano superiore è chiuso al pubblico(mia sorella rileggendo: “vabbeh, temporaneamente”). In compenso vedi tantissimi modellini delle invenzioni di Leonardo Da Vinci (si, ci ha vissuto Leonardo). Alcuni modellini sono esilaranti, mia sorella era molto divertita da uno strano incrocio tra un carro armato e una tartaruga…mi è un pochino difficile spiegarvi il suo funzionamento quindi vi lascio immaginare. Poi anche lì ci sono i giardini con altre invenzioni come quella per sollevare dei sassi. Leo, senza offesa, ma quella invenzione in cui sollevi sassi tramite una corda che tiri con tutte le tue forze è di un’inutilità senza precedenti (potresti sollevare il sasso mettendoci lo stesso impegno). Rimango pur sempre una tua ammiratrice.

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Arriviamo a Chenonceau, visitato il giorno più freddo. È un bellissimo castello, alcune sale sono riscaldate dagli stessi camini che riscaldarono François I, Catherine de Médicis e tutta la cumpa. Insomma, è emozionante potersi riscaldare al fuoco…il problema è che dopo non si vuole più venir via da lì! La particolarità del castello è che è costruito su un fiume (stile: naaah costruire un castello sulla terra ferma? Troppo banale). A Caterina de’ Medici ricordava il bellissimo ponte Vecchio di Firenze. Poi ci sono i giardini ma c’è troppo freddo per poterli esplorare a modo. Quindi eccovi un consiglio: visitateli nelle stagioni calde e soprattutto, se volete evitare i turisti, fatevi trovare puntuali all’apertura.

chenoinceau.jpg

Eccomi di ritorno a Parigi dove nuove avventure mi aspettano, ma queste le raccontiamo l’anno prossimo.

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2 thoughts on “Tra pavoni dall’andatura bizzarra e caprette ingenue (castelli della Loira)

  1. andrea says:

    Nella gita non hai preso caffè, è vero…ma poi hai recuperato a Crecy e a casa dove hai ricevuto una splendida moka italiana!

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